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La Storia del Teatro
 
   
 

 

 

     

Dalle origini all'incendio del 1996

1807-1835
La trasformazione "napoleonica" e i restauri successivi


1º dicembre 1807: la visita di Napoleone
Durante la dominazione francese (1806-1814), al fine di ovviare alla mancanza di un palco reale si costruisce una loggia provvisoria per accogliere Napoleone in visita a Venezia. Solo l'anno seguente Selva, che già aveva sovrinteso ai preparativi fatti per la visita, viene incaricato di progettare una struttura fissa appositamente studiata per ospitare il sovrano.

4 giugno 1808: il bando di concorso per la nuova decorazione
Si stabilisce di procedere ad una nuova decorazione della sala. Questa trasformazione "napoleonica" sulla struttura della Fenice era stata preceduta l'anno prima da un intervento attuato alla Scala di Milano, capitale del Regno Italico. E da Milano, infatti, giungono, assieme al denaro necessario ai lavori (150.000 lire italiane), anche le linee direttrici per "la costruzione del palco del Governo nel Teatro della Fenice, occupandovi sei palchetti" e per le nuove decorazioni. Il concorso, bandito dall'Accademia di Belle Arti, viene vinto da Giuseppe Borsato.

26 dicembre 1808
Il progetto di Borsato, di netto stile Impero, prevedeva una struttura a regolari comparti geometrici attorno ad un Trionfo di Apollo sul cocchio attorniato dal coro delle Muse. Un soggetto, quindi, chiaramente conveniente ad un teatro e, nel contempo, una facilmente riconoscibile allusione al nuovo potente che, nella migliore tradizione barocca, veniva assimilato al dio solare.
La nuova loggia imperiale diviene il fulcro della sala teatrale inaugurata il 26 dicembre.

1825-1828
Nel 1825 si rende necessario un restauro radicale dato che "le autorità governative - avevano espresso - ripetutamente il loro malcontento per lo stato indecoroso nel quale era ridotta la decorazione della sala teatrale sia a causa del tempo sia per le emanazioni di fumo delle lumiere ad olio". Ad essere incaricato dei nuovi lavori è ancora una volta Giuseppe Borsato, scenografo ufficiale del teatro. Elemento cardine della sala diviene ora il grande lampadario appeso ad una volta a padiglione. Al posto del cocchio di Apollo, Borsato raffigura le dodici ore della notte, mentre per i parapetti dei palchi sceglie decorazioni monocrome raffiguranti foglie di acanto, strumenti musicali, festoni, maschere, genietti.
L'inaugurazione della nuova sala avviene il 27 dicembre 1828.

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