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Dalle origini all'incendio del 1996
1792-1805 La prima Fenice
1787
La Nobile Società, proprietaria del teatro San Benedetto, estromessa da un accordo giudiziario in favore dei proprietari del fondo dove sorgerà il teatro, decide di costruirne uno di nuovo a San Fantin.
1º novembre 1789: il bando di concorso
"La Nobile Società del nuovo Teatro da erigersi in Venezia sopra il fondo acquistato nelle contrade di S. Angelo e di S. Maria Zobenigo ha incaricati i suoi pressidenti ed aggiunti di procurarsi disegni e modelli ..." invitando "a concorrenza tanto gli architetti nazionali che forestieri a proporre la forma di un teatro ... il più soddisfacente all'occhio ed all'orecchio degli spettatori...".
Così recita il bando di concorso per la costruzione del Gran Teatro la Fenice pubblicato il 1º novembre 1789. La pubblicazione del bando è resa possibile solo dopo aver ottenuto un permesso speciale poiché una legge finalizzata a reprimere il lusso eccessivo fissava a sette il numero dei Teatri funzionanti nella Dominante.
I progetti, conclude il bando, devono essere presentati entro quattro mesi, aumentati successivamente a sei, ed all'architetto prescelto verrà dato in dono "un medaglione d'oro del peso di trecento zecchini" oltre al pagamento di una "giusta mercede" per sovrintendere ai lavori di costruzione.
Gli studi presentati sono in totale ventotto. Tra i nove concorrenti che presentano progetti con disegni e modellini in legno viene scelto il vincitore, l'architetto Giannantonio Selva, il cui modello ligneo è l' unico conservato fino ad oggi.
Al nuovo teatro viene dato anche il nome augurale della "Fenice".
16 maggio 1792
Il nuovo teatro del Selva viene ufficialmente inaugurato.
In occasione della serata di inaugurazione, il cronista della "Gazzetta Urbana Veneta" scrive a proposito della decorazione della Fenice "... ha tutti i requisiti che son necessarj all'effetto; chiarezza di tinte, armonia, solidità e leggerezza cose difficili a combinarsi, e che mirabilmente s'uniscono in questo lavoro...".
Lo stesso cronista sottolinea che "...tutti li 174 palchi componenti questo Teatro sono simili perfettamente...", trasponendo in tale uguaglianza architettonica l'ideale di un teatro repubblicano.
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