Progetto di restauro architettonico
Oltre alle indicazioni progettuali relative alla eliminazione
dei dissesti e del degrado, la seconda parte delle tavole di progetto
contiene indicazioni per le integrazioni e i rifacimenti.
Per le strutture verticali è previsto il consolidamento delle murature
con iniezioni a base di calce, garantendo così la compatibilità
con il modulo elastico della muratura esistente; verranno ricostruite
quelle distrutte con le stesse tecnologie di quelle preesistenti. I solai
lignei saranno ricostruiti mantenendo le sezioni di quelli preesistenti
e integrati con un tavolato collaborante.
Per le finiture e gli apparati decorativi gli interventi previsti consistono
nell’integrazione delle lacune con tecniche tradizionali uguali
a quelli degli elementi conservati, e nel rifacimento degli elementi mancanti
in modo simile a quelli preesistenti per quanto riguarda materiali, tecniche
costruttive e spessori. Il fine di tutto l’intervento rimane la
ricomposizione dell’immagine perduta con l’incendio.
Per la sala teatrale, come già detto, l’intervento di ricostruzione
in questo caso non può che configurarsi come un “rifacimento”,
un tentativo di copia sulla base della documentazione esistente o, per
usare un termine “giovannoniano”, una “innovazione”,
così come è stato fatto per il campanile di San Marco nella
stessa Venezia o per il centro storico di Varsavia.
Il progetto in questo caso è lo stato di fatto precedente all’incendio
del 29 gennaio 1996 ed è documentato negli elaborati allegati al
progetto preliminare.
Questi elaborati sono stati integrati dai risultati di attente analisi
svolte tramite la raccolta e lo studio delle immagini fotografiche precedenti
all’incendio, oltre che da molteplici ricerche sui documenti d’archivio:
in particolar modo sono state esaminate le carte relative ai progetti
del Meduna e del Miozzi.
Sulla base quindi della documentazione esistente si sono formulate le
direttive di intervento per il rifacimento, con la finalità riprodurre
le proprietà e il comportamento acustico della sala scomparsa,
e di riproporne l’immagine perduta così come è sopravvissuta
nella memoria e nell’immaginario collettivo.
Lo studio del testo di Meduna del 1849 e dei suoi manoscritti conservati
negli archivi veneziani ha permesso di comprendere l’importanza
delle caratteristiche dei materiali e delle tecnologie costruttive delle
strutture e delle finiture, oltre che per la riproposizione dell’immagine,
anche per la buona riuscita acustica della sala.
Tutte le finiture e l’apparato decorativo sono state ugualmente
desunte dalle immagini rimaste e dalle descrizioni reperite nelle fonti
edite e d’archivio. Ma le immagini da sole non sarebbero state assolutamente
sufficienti per un progetto esecutivo, ed è per questo che, ben
oltre ai disegni richiesti dal capitolato prestazionale come allegati
della relazione storico-critica (elaborati grafici quotati per i palchi
e il palco reale con dettagli in scala 1:1, rosone centrale, pannelli
decorativi, lampadario) si è deciso di trasferire in appropriata
grafia, utilizzata internazionalmente in questi casi di rifacimento, gli
elementi della sala teatrale non solo nelle loro implicazioni stilistiche
ma anche in quelle costruttive.
Sono stati così disegnate a mano e acquerellate quattordici tavole
riguardanti le finiture dei parapetti dei palchi, le pitture e le decorazioni
in legno e cartapesta dorata della sala e del soffitto, le buonagrazie
con passamanerie e frangioni, il ricco apparato decorativo in legno intagliato
e dorato del palco reale, il lampadario centrale.
Per tutta la sala, oltre che il rispetto delle prescrizioni del progetto
preliminare e la riproposizione delle tecniche artigianali, si è
voluto adeguare anche il metodo di rappresentazione del progetto al tipo
di costruzione da realizzare.
In tal modo vi è un vero e proprio progetto di rifacimento della
sala, del quale gli elaborati suddetti divengono le indicazioni progettuali,
che non vengono così desunte soltanto dai prototipi.
A proposito di questi ultimi vale la pena di precisare che proprio per
le loro caratteristiche di elementi della progettazione si è pensato
di aumentarne il numero rispetto alla quantità richiesta dal bando
di concorso. Si è così proceduto alla realizzazione dell’intero
prospetto di un palco, anzichè del solo parapetto, completo di
tutte le sue parti; inoltre di più campioni dei pavimenti in terrazzo
alla veneziana, nonché di diversi prototipi di intonaci a marmorino
e di quello relativo alle colonnine in pietra della balaustra dello scalone.
|
|
Relazione di progetto
|
|
|