| I
fronti esterni
Il fronte principale a est, su campo San Fantin, è
completamente integro. Salvatosi da due incendi, si ripropone nella sua
originaria definizione. L’architetto Selva, nel progettarlo, ha
volutamente dichiarato, fin dall’esterno, che trattasi di una struttura
teatrale, inserendo sculture simboliche e fortemente evocative. Il progetto
esecutivo ne prevede il risanamento, per le parti di pietra scheggiate
o lesionate, e la ripulitura.
Il fronte opposto, a ovest, sul rio, viene identicamente risanato e sistemato.
Tra gli infissi esterni delle tre finestre rettangolari e del grande arco
soprastanti il porticato e la parete di tamponamento del palcoscenico,
il progetto esecutivo prevede l’inserimento di un sistema illuminante
da attivare nelle serate in cui sono in corso rappresentazioni, per ridare
a questo prospetto l’importanza che il Selva gli aveva attribuito,
considerandolo il fronte d’ingresso al teatro via acqua; in questo
modo, illuminandosi, la facciata si mostra nella sua interezza anche da
lontano.
Il fronte nord, verso calle de La Fenice, viene restaurato e risanato,
lasciando intatta la scansione delle sue finestre e parte della zona ora
“preparazione spettacolo”, già manipolata dall’architetto
Cadorin nel 1870 e resa definitiva nel 1878. Sia su questo fronte che
su quello sud, che rimane altrettanto integro, si aprono alcune finestre
che prima erano tamponate per rispondere alle esigenze funzionali interne.
Le persiane erano poste solamente in alcune finestre: il progetto esecutivo
prevede la loro soppressione per facilitare la gestione, ma soprattutto
per ritrovare le facciate nella loro espressione d’origine.
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Relazione di progetto
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