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La storia del teatro La ricostruzione I progetti presentati
Percentuale di ricostruzione  
     
 
I progetti presentati
 
   
 

 

 

     

Sala teatrale - zona B

Il Selva, descrivendo il suo progetto per il teatro parlava di una “strada” di collegamento interno diretto tra campo San Fantin e il portico sul rio retrostante, che doveva far intravedere, attraverso il teatro, due situazioni ambientali diverse, tipiche della città di Venezia: un campo e un rio, e fungere da asse portante dell’intera operazione progettuale che si svolgeva, organizzata in modo superbo sul piano compositivo, completamente disassata su un lato dell’asse stesso.
Consideriamo importantissima questa impostazione del Selva e il progetto esecutivo ne riprende completamente l’impostazione architettonica: questa strada interna, portante dell’intero impianto progettuale è importante anche sul piano funzionale come via di fuga, è quindi stata ripristinata interamente dal progetto esecutivo, con l’eliminazione di tutte le superfetazioni aggiunte alla curvatura della cavea dai vari interventi estemporanei e non coordinati.
L’apertura del portico sul rio de La Fenice è stata considerata come importante accesso al teatro sia dal ponte sul rio, sia via acqua, e come momento essenziale di deambulazione orizzontale e completa attorno alla struttura interna del teatro e del palcoscenico visti come un’unità funzionale. Questo “anello” diventa funzionale, in parte per gli spettatori che vanno alla platea, da destra e da sinistra, e alle scale che portano ai palchi, in parte (con la bretella di sottopalco) come servizio alla fossa d’orchestra e come collegamento tra le parti nord e sud dell’intero complesso.
Nel progetto esecutivo la pavimentazione del portico esterno – lastroni di pietra d’Istria – viene inserita anche all’interno di questo “anello”, proprio per dare un senso di continuità al percorso di cui parla il Selva.
Due porte di vetro, completamente trasparenti, separano l’interno dall’esterno, sia per permettere la totale vedibilità e soprattutto la prospettiva verso le sale Apollinee e campo San Fantin.
In questo modo non solo viene ripristinato l’assetto distributivo del progetto originario, ma sostanzialmente viene isolata la macchina teatrale che consta della sala e del palcoscenico, considerati nella loro solidarietà funzionale, essendo entrambi luogo della rappresentazione.
La parete che delimita la sala al piano sottoplatea è trattata con finiture a encausto come il muro perimetrale di tutto l’“anello” teatrale, compresa la parte del portico che delimita il palcoscenico. Perfettamente parallele alla muratura curva della sala vengono posizionate nove colonne in pietra d’Istria di forma ottagonale, in parte indicate dal progetto del Meduna; esse sono poste a sostegno sia della parete che ai piani superiori delimita i palchi, sia delle due piccole scale simmetriche che dal piano platea portano al pepiano; dette colonne enfatizzano la curvatura della platea e ripropongono la dimensione del corridoio di accesso ai palchi dei piani superiori.
Il guardaroba esistente è stato ampliato fino alla parte sinistra della platea, senza interferenze dal punto di vista acustico.
Si è di conseguenza evidenziata visivamente a tutti i piani la parte centrale della sala teatrale attraverso il controllo del perfetto mantenimento della curvatura e attraverso l’enfatizzazione del muro perimetrale che deve chiudere, definire, la preziosa scatola acustica.
La struttura della sala teatrale è stata interpretata come vincolo per il progetto esecutivo quindi è stata progettata, dal punto di vista strutturale, con misure e materiali di caratteristiche identiche a quelle originarie ideate dal Selva prima e riproposte dal Meduna poi. Del Meduna possediamo scritti e disegni che rendono completamente possibile questa ricostruzione. Naturalmente il problema della salvaguardia al fuoco viene affrontato secondo le normative vigenti.
La parete curva che delimita a tutti i piani i palchi è in legno, con camera d’aria per l’installazione dell’aria condizionata; ed è una superficie “continua”, trattata a marmorino, priva di modanature e “luminosa”, perché illuminata da una luce radente, incastonata negli interstizi esistenti tra le travature dei solai che reggono i palchi, e posizionata in modo tale da impedire qualsiasi manomissione da parte di chi entra nei palchi stessi, essendo i corridoi relativamente bassi.

 

 

 

Relazione di progetto

1 Criteri utilizzati per il progetto
1.1 Premessa metodologica
2 Obiettivi del progetto
3 Il progetto esecutivo
3.1 Il rilievo, lo stato del degrado, la relazione storico-critica
4 Definizione delle parti e descrizioni funzionali del progetto
4.1 Sale Apollinee - zona A
4.2 Sala teatrale - zona B
4.2.1 Apparato decorativo e cromie
4.3 Il palcoscenico e la camera acustica - zona B
4.3.1 La conchiglia acustica
4.3.2 Fossa orchestra
4.3.3 Avanscena
4.3.4 Accesso materiali scenici
4.3.5 Locali di servizio al palcoscenico
4.4 Preparazione spettacoli - zona nord, sale prova - zona C
4.5 Uffici zona sud - zona D
4.6 Le scale e gli ascensori
4.7 I fronti esterni
5 Strutture
5.1 Criteri di progettazione strutturale
5.1.1 Premessa
5.1.2 Documentazione di archivio per la lettura strutturale
5.1.3 Materiali e strutture nell’acustica del teatro
5.1.4 La resistenza al fuoco
5.1.4.1 Premessa
5.1.4.2 Legno
5.1.4.3 Acciaio
5.1.4.4 Calcestruzzo
5.1.4.5 Durabilità
6 Impianti tecnologici
6.1 Criteri seguiti per le scelte tipologiche
6.2 Sicurezza
6.3 Controllo del rumore
6.4 Continuità e flessibilità funzionale
6.5 Economia gestionale
6.6 Manutenzione
6.7 Automazione
6.8 Rispetto dell’ambiente
7 Attività costruttive e loro relazioni
8 Pianificazione lavori, sequenza logica e temporale
8.1 Specificità del cantiere edile
8.2 Specificità del cantiere degli apparati decorativi
9 Competenze appaltatore e sicurezza lavoratori cantiere
9 Immagini del progetto
 
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