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La storia del teatro La ricostruzione I progetti presentati
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I progetti presentati
 
   
 

 

 

     

Filosofie di progetto e scelte progettuali

La progettazione di una “macchina teatrale” si identifica con la realizzazione di un meccanismo composto di moltitudini di persone e artifici che girando insieme hanno la possibilità di fare percepire i sentimenti umani, ove la loro celebrazione può diventare estasi o follia che, in grado di creare i miti, ci porta a varcare le porte della percezione.
Il disegno di una macchina teatrale non può non essere legata all’immagine di come sarà nell’attimo della rappresentazione, quando l’intonazione di una sola sillaba di un cantante sarà in grado di emozionare lo spettatore, quando le sensazioni passeranno dentro la sua schiena: sarà questo attimo il risultato del complesso del disegno. Un prodotto di azioni materiali che durante la celebrazione arrivano a toccare il divino o l’abisso che è dentro l’animo umano.

La progettazione del teatro “com’era e dov’era” ci riporta subito al rapporto del simbolo con la città di Venezia e alla sua situazione socio-urbanistica, in bilico tra il monumentalismo palladiano e l’integrazione architettonica sansoviniana, risvegliando gli intenti del Selva per dare alla Fenice la massima dignità urbanistica: “per chi verrà per tale strada, prendendo per punto fermo l’ultimo arco a San Giminiano delle Procuratie Vecchie, sarà il Teatro più vicino alla Piazza”.
Nella Venezia città-museo, il teatro si ripropone nella sua immagine ferma nel tempo, dove la rigidità del restauro ripropone le immagini del Ritratto di famiglia in un interno, testimone delle generazioni che si susseguono concatenandosi inarrestabili una dopo l’altra.

Una riproposizione dove la scenografia teatrale diventa finzione come rifacimento e i colori richiamano le sensazioni di una macchina teatrale dell’Ottocento; un colore rosso come intende Strehler o un rosa arancio velato dei velluti, e i colori delle decorazioni che restituiscono le sensazioni forti delle rappresentazioni operistiche del tempo evolutesi di pari passo ai progressi tecnici, che arricchirono il repertorio del teatro con i nomi di Wagner, Mascagni e Puccini, e dell’ultimo Verdi con Otello e Falstaff, sostituendo la colorazione azzurro acqua marina che aveva caratterizzato il teatro del Settecento.

 


Relazione di progetto

1 Premessa
2 Introduzione
2.1 Evoluzione cronologica storico-architettonica
2.2 Il teatro: architettura e decorazioni, la distruzione e la resurrezione
2.3 Filosofie di progetto e scelte progettuali
3 Relazione generale di progetto; gli obiettivi
3.1 Linee guida dell’intervento
3.2 Criteri di progetto, ricerca e analisi
3.3 Il restauro
4 Le ristrutturazioni e le nuove progettazioni. Il corpo delle sale Apollinee
4.1 Il complesso della macchina del teatro
4.2 L’edificio degli uffici
4.3 Specifiche sulla progettazione
5 Il restauro dell’apparato decorativo
5.1 Relazione storico-critica e analisi descrittiva dei materiali dell’apparato decorativo, delle finiture e degli arredi fissi
5.2 Progetto di conservazione
dell’apparato decorativo superstite
5.3 Progetto di reintegrazione dell’apparato decorativo
5.4 Il restauro e completamento dei corpi illuminanti
5.5 Il restauro degli oggetti d’arte e d’arredo
6 Specifiche strutturali
6.1 Strutture metalliche
6.2 Strutture lignee
7 Relazione geologica e geotecnica, progetto delle opere speciali di fondazione e verifiche idrauliche
7.1 Relazione tecnico-acustica
7.2 Relazione su sicurezza e antincendio
7.3 Relazione sugli impianti tecnologici e sulla loro manutenzione
7.4 Relazione sulla macchina scenica e sulla sua manutenzione
8 Elementi, prescrizioni e accorgimenti che condizionano la fase esecutiva e adempimenti di competenza dell’appaltatore
9 Programma preliminare per la sicurezza sul lavoro e la conservazione dell’ambiente
10 Immagini del progetto
 
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