| Restauro
del teatro la fenice
I resti della Fenice
La distruzione del teatro La Fenice con l’incendio del gennaio 1996
e la necessaria ricostruzione pongono in discussione i temi fondamentali
del lavoro di restauro. La ricostruzione del teatro esige un compromesso
tra le teorie ortodosse del restauro e la possibilità di recuperare
un edificio antico per un uso contemporaneo. Dove quelle impediscono la
ricostruzione mimetica, ed esigono sia sul consolidamento e conservazione
come i resti, e sia sulla ricostruzione con i segni architettonici del
nostro tempo, questa richiede l’invenzione di tecniche, forme decorative
e architetture ormai sparite. È in questa invenzione che si trova
l’unica via di uscita per risolvere questa contraddizione tra la
teoria della conservazione, completamente sviluppata e accettata, e la
domanda di una Fenice “com’era, dov’era”. Il progetto
che presentiamo cerca di stabilire un complesso di sistemi costruttivi
che purtroppo, considerando i vecchi modelli, utilizzano conoscenze e
tecniche attuali. Dal punto di vista archeologico, sarà sempre
possibile un’identificazione di queste tecniche e la sua discriminazione
rispetto ai resti conservati dei teatri di Selva, Meduna e Miozzi. Dal
punto di vista formale, la reintegrazione potrà modificarsi minimamente
nei dettagli del nuovo disegno, che si sostituiscono a quelli persi e
non ritrovati nella documentazione esistente prima dell’incendio.
Architettonicamente, il teatro sarà un edificio moderno, risultato
dall’unione di architetture differenti: Selva e Miozzi nelle sale
Apollinee, Meduna nella sala teatrale, il nostro progetto di fine secolo
nel resto. D’altro lato, sarà la rovina stessa, che in ogni
sua parte, esige una diversa lettura, interpretazione e progetto, in relazione
al suo stato di conservazione e alle sue necessità costruttive
e di uso.
Quello che segue spiegherà sommariamente i diversi obiettivi, da
fare nel restauro delle sale Apollinee e nella sala teatrale. Questi obiettivi,
verranno adattati alla situazione di ogni singolo elemento costruttivo
dell’edificio, e verranno riprodotti negli elaborati grafici del
gruppo DI?dopoincendio? dove viene fatta una revisione critica dello stato
attuale dei resti. Le sue tecnologie originali prima dell’incendio
e il suo stato di conservazione dopo questo, e i sistemi previsti per
il suo recupero. Questi elaborati grafici, individuano gli elementi costruttivi
per la loro funzione nel corpo edificato: mura e colonne come elementi
esistenti verticali; architravi, travi e solai come elementi esistenti
orizzontali; finiture delle pareti, pavimenti e soffitti; infissi di porte
e finestre. Tutto questo seguendo e interpretando l’informazione
fornita nella gara più quella raccolta da noi stessi sul luogo.
Ogni elemento in ogni spazio viene associato a un livello di conservazione
e conseguentemente a uno di restauro. Vengono identificati diversi livelli
di intervento che iniziano con la conservazione integrale, senza l’intervento
diretto, e si concludono con il nuovo disegno di quello che è stato
perso.
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Relazione di progetto
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