| Specifiche strutturali
Strutture in muratura e in cemento armato
Premessa
Il complesso della Fenice, come evidenziabile dalla lettura degli elementi
superstiti, era costituito da tre costruzioni principali, con appendici
minori addossate al loro perimetro, accostate e comunicanti:
- un avancorpo contenente l’atrio, lo scalone d’onore e le
sale Apollinee;
- un corpo centrale con la sala teatrale e la fossa orchestrale;
- un corpo terminale con il palcoscenico, la macchina teatrale e i servizi
di scena, e da due corpi secondari, collocati ai lati della sala teatrale,
contenenti le scale di accesso ai palchi e gli spazi destinati ai servizi
e agli uffici.
La complessità della composizione volumetrica dei corpi di fabbrica,
risultato di una serie numerosa di interventi di ricostruzione e trasformazione
realizzati in epoche diverse, si rispecchiava nella varietà della
natura degli organismi strutturali presenti.
L’avancorpo e il corpo centrale erano caratterizzati da muri in
mattoni, poggianti su fondazioni dirette o su pali battuti in legno, e
da solai in legno; il corpo terminale, invece, oggetto di rilevanti trasformazioni
in epoca più recente, presentava un più esteso utilizzo
del calcestruzzo armato, sia per la realizzazione dei solai e della fossa
della macchina scenica, che per il rinforzo delle murature in mattoni.
Nei corpi secondari lo schema tradizionale di murature in mattoni e orizzontamenti
in legno o laterizio era talvolta sostituito da un’ossatura di travi
e pilastri in cemento armato, con solai latero-cementizi a orditura incrociata.
Situazione dopo l’incendio:
indagini preliminari e prove successive
Il rogo della Fenice non ha condotto alla distruzione completa del complesso;
rimangono, anche se in alcuni punti fortemente danneggiate, le murature
perimetrali e le principali partizioni interne del corpo centrale e del
corpo terminale, l’atrio, la scala reale e una parte dei solai dell’avancorpo,
mentre sono rimasti sostanzialmente intatti i nuclei laterali.
Le ispezioni endoscopiche con sonda televisiva e boroscopio e le prove
meccaniche con martinetti piatti, hanno permesso di definire la composizione,
lo stato di sollecitazione e le caratteristiche di deformabilità
delle strutture murarie superstiti e hanno evidenziato che il calore sviluppatosi
durante l’incendio ha prodotto effetti significativi solo per una
profondità media di 5-10 cm, con cottura e successiva perdita di
consistenza della malta.
Dal momento che gli spessori dei paramenti sono dell’ordine del
metro, il fenomeno di danneggiamento ha interessato solo una zona relativamente
superficiale.
La muratura nel suo complesso, come meglio evidenziato nelle schede tecniche,
si presenta fortemente eterogenea, con caratteristiche meccaniche variabili,
generalmente scadenti nelle zone più antiche e discrete nelle zone
di realizzazione più recente, e presenta segni evidenti di numerose
ricostruzioni, risarciture e rinforzi con elementi di cemento armato.
Per altro sono state effettuate prove dirette a compressione su campioni
di muratura che hanno confermato i dati delle indagini preliminari.
Le strutture in cemento armato del palcoscenico e dei nuclei laterali,
invece, interessate poco o affatto dall’incendio, si presentano
integre.
Interventi previsti nel progetto
Sale Apollinee
Gli interventi sono di tipo conservativo su quanto è rimasto e
di ricostruzione su quanto perduto, con materiali e tecniche uguali a
quelle precedenti.
Per quanto si riferisce in particolare alle strutture murarie, le azioni
risultano pressoché invariate rispetto a quelle presenti precedentemente
e gli interventi mirano a risanare degradi in massima parte preesistenti
al rogo.
Sala teatrale
I principali interventi riguardano:
- la ricostruzione del solaio pepiano, con travi e solette alleggerite
in cemento armato;
- la demolizione e successiva ricostruzione della muratura residua al
di sopra della fondazione di sostegno dei pilastri esterni dei palchi;
- l’allargamento della zona del golfo mistico e l’approfondimento
della corrispondente soletta di fondo;
- la creazione, mediante solette e pareti in cemento armato, di uno spazio
per le sale prova degli strumenti e il loro deposito.
Palcoscenico
Tenuto conto delle modeste qualità meccaniche delle murature e
in particolare di quelle in corrispondenza dei tre arconi ogivali, si
prevede che le azioni della macchina scenica siano riportate su due travi
in acciaio, disposte parallelamente alle pareti longitudinali, e da queste,
attraverso quattro pilastri sempre in acciaio, a fondazioni su micropali.
Gli interventi sulla muratura saranno quindi volti a risanare i degradi
più significativi, anche se lo stato di sollecitazione risulterà
inferiore a quello preesistente, perché anche i carichi della copertura,
che è sostenuta dalle capriate della macchina scenica, sono riportati
in fondazione attraverso la struttura in acciaio descritta precedentemente.
Nessun intervento sostanziale è invece previsto nella fossa scenica,
le cui dimensioni rimangono, sostanzialmente quelle attuali.
Corpo servizi
In tale zona, così come nel corpo uffici, il progetto propone una
ristrutturazione assai ampia che, pur mantenendo la leggibilità
dell’impianto planimetrico esterno, prevede la ridefinizione totale
degli spazi interni.
La struttura portante sarà costituita da un’ossatura di travi
a spessore e pilastri in cemento armato, con solaio alleggerito, indipendente
dalle murature perimetrali, il cui stato di sollecitazione risulterà,
quindi, inferiore a quello attuale.
Al di sotto del primo solaio, a una quota inferiore al medio mare, si
prevede poi la realizzazione di un locale per il posizionamento di alcuni
impianti tecnologici.
La soletta di fondo, con estradosso a quota -1.50 m s.l.m., è dimensionata
in modo da garantire una ripartizione quanto più possibile uniforme
sul terreno dei carichi trasmessi dalla struttura, in modo da limitare
l’entità dei cedimenti.
Per altro, come meglio evidenziato nella relazione geologica e geotecnica
e nel Progetto delle opere speciali di fondazione e verifiche idrauliche,
si prevede, al di sotto di tale soletta e lungo il perimetro del locale
in adiacenza delle fondazioni esistenti, un trattamento di consolidamento
colonnare del terreno con la tecnica del deep mixing, in grado di migliorarne
le qualità meccaniche e di prevenire, durante le fasi di scavo,
fenomeni di sifonamento e cedimenti delle fondazioni esistenti.
Zona uffici
Anche in questa zona il progetto prevede il mantenimento delle sole murature
esterne e la realizzazione di una maglia interna di pilastri, travi e
solai alleggeriti.
In particolare la copertura della zona inferiore, destinata ad accogliere
la sala polifunzionale, è costituita da un graticcio di travi ortogonali
che, offrendo una migliore ripartizione dei carichi, consente di superare
il problema della diversità della maglia nella zona superiore,
con destinazione uffici, da quella inferiore.
La tipologia delle fondazioni è simile a quella del corpo servizi,
con soletta di fondo su trattamento deep mixing di consolidamento del
terreno e plinti su micropali per i pilastri aderenti alle pareti.
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Relazione di progetto
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