| Il
restauro degli oggetti d’arte e d’arredo
Introduzione
Durante lo studio per la ricostruzione del teatro si è ritenuto
opportuno soffermare l’attenzione sui pochi oggetti d’arte
e d’arredo sopravvissuti all’incendio.
Non la riteniamo un’operazione utile solo allo scopo di conservare
degli oggetti che ormai fanno la storia del teatro ma perché molti
di questi oggetti di arredo sono in ottima condizione di conservazione,
tanto da riproporne sicuramente il loro riutilizzo, in considerazione
della qualità e della fattura di molti di questi.
Un accurato rilievo ha permesso di distinguere due gruppi di oggetti:
gli arredi fissi, quali porte e specchi, e gli arredi mobili, quali locandine,
insegne e mobili.
Per quanto riguarda gli arredi fissi, le porte sono in buon stato di conservazione,
per questo si prevede un leggero intervento di restauro quale la rilucidatura
delle porte in noce e di quelle in legno povero mentre per quelle laccate
verrà ripresa la laccatura e la doratura dei profili.
Verrà inoltre risistemata tutta la ferramenta e riutilizzate le
maniglie in ottone ritrovate.
Anche gli specchi sono in perfetto stato di conservazione quindi verranno
rimontati su telai lignei e fissati con le rondelle in ottone in parte
rinvenute dalle macerie.
Per gli altri arredi possiamo evidenziare le due locandine ottocentesche
di cui una in ottimo stato (solo da rilucidare), mentre la seconda in
parte da ricostruire e da rilucidare.
L’insegna del teatro è in ottimo stato di conservazione,
si propone comunque il rifacimento della doratura in quanto quella esistente
è di scadente qualità.
Per i mobili invece si prevede la pulizia e la riverniciatura delle parti
in legno e la sostituzione dell’imbottitura e dei tessuti delle
sedie.
Criteri d’intervento
Gli arredi fissi delle sale Apollinee e dell’auditorio sono stati
completamente distrutti dall’incendio, e quindi seguendo le indicazioni
del progetto preliminare di ricostruzione, ci si è attenuti allo
stesso per una loro riproposta in forme uguali a quelle precedenti.
È sembrato, tuttavia, opportuno fare alcune considerazioni anche
sugli arredi fissi ponendoli a confronto del tema generale, in questo
caso parafrasato in “com’erano, dov’erano”; ovvero
sul senso di tale operazione estesa agli arredi e sulle possibilità
di una loro reinterpretazione.
Certamente è stata esclusa un’operazione di ristilizzazione:
impossibile da praticarsi in questo contesto oltre che nella generalità
degli apparati di un progetto.
La forte interrelazione, però, tra arredi e architetture delle
sale può far riflettere sul significato dell’appropriatezza
del decoro relativa agli uni e alle altre, nel momento in cui alcune varianti
e alcune limitazioni aggiungeranno, inevitabilmente, qualcosa di nuovo
all’antica aura del teatro.
Partendo da queste considerazioni e dall’osservazione che la pavimentazione
della platea sarà, come previsto dal bando, in legno duro e non
più in moquette, si è pensato a una soluzione alternativa
che parte da un concetto di interpretazione e adeguamento del decoro degli
arredi, convinti che esso si concretizzi nel rapporto tra l’appropriatezza
delle forme e dei materiali prescelti.
Sono stati previsti perciò due caratteri di intervento: il primo
di ricostruzione e adeguamento degli antichi arredi e il secondo di interpretazione
di alcuni nuovi arredi da posizionarsi nel foyer o nelle sale nuove. Con
quest’ottica si è pensato anche per quel che riguarda i banconi
del bar, del guardaroba e delle biglietterie laddove sono sopraggiunte
modificazioni o dove i banconi originali sono stati interamente distrutti
sia dall’incendio che dalle intemperie.
La ricerca svolta, oltre che di carattere storico e formale, è
stata essenzialmente di carattere tecnico (tecnica legata ai materiali,
tecnica legata alle lavorazioni, tecnica legata alle verniciature e finiture),
questo sia per i criteri di ricostruzione e adeguamento che per quelli
di interpretazione.
Poltroncine della platea
Partendo da un prototipo, ovvero dalla poltrona distrutta dall’incendio,
ne sono state riproposte le forme e la composizione affinandone però
le dimensioni (56 x 61 x 81) per garantire una migliore fruibilità
della sala e un maggiore comfort.
Sarà consegnata, come modello 1:1, la poltrona originale alla quale
verranno apportate le modifiche presentate nei disegni.
La poltrona con braccioli ha fissaggio a pavimento e ha una struttura
di supporto in legno ignifugato. Essa è imbottita e rivestita in
velluto di lana 1000/0 color rosa (uguale al preincendio); la seduta è
ribaltabile con il sottofondo in legno di noce. Le gambe e i braccioli
sono in legno di noce trattato e in colore naturale in modo da adeguarsi
alla pavimentazione lignea della sala restaurata.
Sono previste 400 poltroncine.
Poltroncine del loggione
Le poltroncine sono fissate su una pedana a gradoni con struttura lignea
rivestita in noce, seppure di dimensioni ridotte (51 x 60 x 85) e seguono
la filosofia costruttiva di quelle della platea.
Sono in struttura di legno massiccio di noce, le gambe sono fissate al
pavimento e le due anteriori continuano, con la struttura lignea, a formare
braccioli e bordo dello schienale. Sia esternamente che internamente sono
foderate in velluto di lana 1000/0 color rosa arancio velato parimenti
al sedile imbottito e ribaltabile.
Sono previste 82 poltroncine.
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Relazione di progetto
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